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giovedì 6 febbraio 2020

Un tuffo negli Anni Venti: Ritratto di donna alla Basilica Palladiana

La magia degli anni Venti del Novecento, ad un secolo di distanza, è il tessuto della splendida mostra in corso alla Basilica Palladiana di Vicenza, fino al 13 aprile, e dedicata al Ritratto di donna. 

Siamo davanti a donne affascinanti, moderne, che conquistano un ruolo nuovo nella società: le vediamo in questa mostra principalmente nello sguardo di Ubaldo Oppi, pittore cresciuto a Vicenza ma che girò tutta l'Europa, ma anche nelle opere di molti altri artisti suoi contemporanei, come Felice Casorati, Gian Emilio Malerba, Achille Funi, Cagnaccio di San Pietro ed altri.

Ubaldo Oppi, Le amiche www.mostreinbasilica.it




L'esito è un'intrigante immersione nell'atmosfera dell'epoca, vivace e ricca di stimoli, anche per reazione alla tragedia della prima guerra mondiale appena conclusa, ottenuta anche inserendo nell'esposizione gioielli e  vestiti che a loro volta hanno fatto la storia del costume e dell'evoluzione femminile, come alcuni meravigliosi modelli di Chanel.

Ph. Lunablu

 
Ph. Lunablu

Quello che spicca secondo me è l'intensità assoluta delle donne protagoniste dei ritratti: bambine, giovani, anziane, diversissime ma tutte appassionate della vita e consapevoli di se stesse.

 Ph. Lunablu

 Achille Funi, Frutta - www.mostreinbasilica.it

Cagnaccio di San Pietro, Donna allo specchio - Ph. Lunablu
 La donna non vive più solo in casa ma anche nel mondo, per le strade, nei caffè, diventando parte attiva della società e della cultura del suo tempo.

Gian Emilio Malerba, L'attesa www.mostreinbasilica.it

Bortolo Sacchi, La straniera - Ph. Lunablu

Quelle che vediamo nei bellissimi ritratti sono donne moderne ed eleganti ma anche figure femminili senza tempo, nello specchio e nel rapporto con le altre donne/sorelle, nella sensualità e nella fiera dolcezza dell'atteggiamento.

Ubaldo Oppi, La giovane sposa - www.mostreinbasilica.it

Felice Casorati, Concerto - www.mostreinbasilica.it

Donne che non sono una cosa sola, non hanno un solo aspetto ma mille sfaccettature che fanno brillare ciascuna come una pietra preziosa.

Da vedere!

venerdì 22 agosto 2014

C'era una volta l'Orient-Express

Orient-Express: basta il nome per evocare lusso, spie, misteri, avventure cosmopolite e viaggi esotici dal fascino retrò.

Un treno leggendario che per molti anni ha unito Europa ed Asia, in tempi nei quali viaggiare non era semplice né veloce, trasportando persone di origine così diversa da avere ben poche occasioni per incrociarsi altrove.

Il suo fascino è stato consacrato da libri e film, su tutti il mitico “Assassinio sull'Orient-Express” uscito dalla penna della signora del giallo Agatha Christie.



"...c'è lo spunto di un romanzo, qui. Persone di diverse classi sociali, diverse nazionalità e diversa condizione, che per tre giorni, estranee fra loro, devono stare raggruppate insieme. Mangiare e dormire sotto lo stesso tetto, per così dire, senza potersi allontanare troppo l'una dall'altra. E dopo tre giorni si separeranno, ognuno andrà per la sua strada e non si rivedranno più, probabilmente."
[...] "ma proviamo per un attimo a pensarci. Per esempio, se tutta questa gente avesse in comune... la morte."

E infatti Poirot e le sue celluline grigie si troveranno a dover risolvere un particolarissimo delitto "della camera chiusa", quando uno dei passeggeri viene trovato accoltellato nella sua cuccetta, mentre il treno è bloccato tra le nevi balcaniche. Naturalmente nessuna impronta è visibile sulla neve, quindi l'assassinio non può essere che uno degli altri viaggiatori.


Da questo giallo leggendario è stato tratto nel 1974 un bellissimo film per la regia di Sidney Lumet, con protagonista Albert Finney nel ruolo di Hercule Poirot ed un cast a dir poco stellare che comprendeva Lauren Bacall, Ingrid Bergman, Sean Connery, Vanessa Redgrave, Michael York, Jacqueline Bisset, Anthony Perkins e Jean-Pierre Cassel (padre di Vincent).




A questo mito su rotaie è dedicata a Parigi, all'Institut du Monde Arabe, una mostra intitolata Il était une fois l'Orient-Express (C'era una volta l'Orient-Express), realizzata in collaborazione con la società ferroviaria SNCF, che purtroppo chiuderà a fine agosto senza che io riesca ad andare a vederla:-(

www.imarabe.org


Mi è venuta l'acquolina in bocca solo a vedere le splendide immagini della locomotiva e dei tre vagoni degli anni Venti, tra i quali lo splendido vagone ristorante, visitabili nel piazzale esterno del museo!

golem13.fr


Sul sito di SNCF sono visibili anche alcune immagini dello spettacolare trasporto notturno dei monumentali vagoni per le strade di Parigi, fino al piazzale del museo.

www.sncf.com


Nelle intenzioni dagli organizzatori, la mostra, dopo Parigi, dovrebbe spostarsi in futuro in altre città del percorso storico toccate dall’Oriente Express come Vienna, Istanbul e... Venezia!!!
Non mi resta che incrociare le dita e aspettare!